Show Buttons
Share On Facebook
Share On Twitter
Share On Google Plus
Share On Linkdin
Hide Buttons

Riforma innovativa per la Regione Lazio: approvate le nuove norme per le autorizzazioni sanitarie per gli studi odontoiatrici.

Con delibera di Giunta, in data 9 settembre 2015, la Regione Lazio ha approvato definitivamente la proposta di legge n. 12332 sulla “Definizione delle tipologie di studi medici e odontoiatrici non soggetti ad autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria e sociosanitaria”.

Il commento della Dott.ssa Santaniello, Presidente Andi Roma:

Secondo lei qual è il risvolto più importante ed innovativo che merita maggiore risalto?
Le nuove normative, da adesso, nel Lazio, distinguono, per tutte le specialità mediche e odontoiatriche, le prestazioni a minore invasività, e quindi non soggette al regime autorizzativo, ma solo a comunicazione alla ASL, da quelle maggiormente invasive, per le quali continuerà ad essere richiesta l’autorizzazione alla Regione Lazio. A partire da questo presupposto il professionista, da adesso, potrà scegliere se seguire l’iter che prevede l’autorizzazione oppure optare per una tipologia di prestazione a minore invasività che non necessita di autorizzazione, ma solo di comunicazione alla ASL. In quest’ultima categoria rientra una delle novità della delibera, ovvero la nascita degli Studi Polimedici, in cui più professionisti, odontoiatri e medici, che espletano la propria attività nella stessa unità immobiliare, anche in discipline specialistiche diverse, in maniera autonoma e indipendente pur condividendo gli spazi comuni (sala d’attesa, accettazione, servizi igienici etc.), ma non la segreteria. Rimangono comunque i vantaggi per chi ha già un’autorizzazione all’esercizio o per coloro i quali volessero richiederla, che consistono  oltre che nella possibilità di erogare qualsiasi tipo di prestazione nell’ambito dell’attività autorizzata, senza distinzione tra attività invasiva e non,  nel mantenimento delle ‘deroghe’ acquisite e nella ‘cedibilità’ del titolo autorizzativo con la possibilità di trasformazione da studio ad ambulatorio. Fermo restando che il vero problema delle autorizzazione rimane quello relativo all’uniformità e all’equità dei controlli ASL in tutto il territorio, a tutela dei professionisti in regola, in quanto da sempre schierati contro ogni forma di abusivismo. Per questo come Andi abbiamo richiesto l’avvio di una formazione dei singoli ispettori per uniformare i controlli su tutto il territorio regionale  e anche per evitare contenziosi dall’esito imprevedibile con inevitabile consequenziale richiesta di risarcimento danni da parte del professionista.
Lo snellimento della burocrazia quali vantaggi porterà?
Questa delibera mantiene di fatto l’iter autorizzativo invariato per le grandi strutture, impedendo così un eventuale invasione incontrollata del franchising del dentale e agevolando, al contempo, i giovani nell’apertura o nell’ingresso in nuovi studi medici e odontoiatrici in quanto la semplificazione comporta una deburocratizzazione con il relativo snellimento delle procedure e dei tempi di apertura a carico dei professionisti. La normativa apre quindi nuovi scenari per i giovani medici e odontoiatri a partire dall’introduzione degli studi Polimedici. Una grande novità che consentirà ai giovani odontoiatri nuovi sbocchi occupazionali, un forte segnale in un momento di grande difficoltà economica, permettendo di suddividere le spese quali affitti, mutui, Imu e gestione per chi volesse intraprendere un’attività autonoma come libero professionista.
Pensa che la possibilità di creare studi polimedici sarà accolta velocemente dai liberi professionisti che operano nel territorio della Regione Lazio?
L’introduzione di questa forma di studio Polimedico è stata fortemente richiesta dalla base della categoria, ma come tutte le novità di carattere amministrativo occorre un recepimento univoco e non interpretabile sia da parte delle istituzioni che  le erogano che da coloro a cui sono destinate. Con il tempo saranno più chiari sia i vantaggi che le eventuali criticità che, qualora si presentassero nel tempo, saremo pronti a fronteggiare.

Attività odontoiatriche per cui non è necessario chiedere l’autorizzazione per praticarle:
· Conservativa
· Endodonzia
· Gnatologia
· Igiene e profilassi cavo orale
· Implantologia esclusi gli impianti zigomatici
· Interventi che non comportano il grande rialzo del seno mascellare
· Interventi che comportano asportazione di neofol1nazioni dei tessuti duri e molli dei mascellari di natura neoplastica
· Interventi sul mascellare inferiore che non prevedano trasposizione del nervo alveolare inferiore
· Odontoiatria infantile
· Ortodonzia fissa e mobile
· Parodontologia
· Protesi fisse e mobili
· Sbiancamento dentale
· Trattamenti di medicina estetica limitati alla zona delle labbra correlati ad un protocollo di cura odontoiatrica completa proposto al paziente