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Per uno studio ecosostenibile affidati alla bioarchitettura

Risponde il
s-agnello
dr. Stefano Agnello
Architetto

Arch. Agnello, ci vuole spiegare meglio il concetto di bioarchitettura di cui tanto oggi si parla?

L’argomento è molto ampio, però volendo sintetizzare direi che si tratta di una disciplina progettuale volta a migliorare la qualità della vita all’interno di spazi progettati con criteri di ecosostenibilità e di efficienza energetica e funzionale. Fondamentale, poi, è l’abbinamento ad un’architettura ‘sostenibile’, che prevede, cioè, l’utilizzo di materie prime facilmente reperibili e del posto (evitare, ad esempio, l’utilizzo di un legno esotico in via di estinzione, il cui trasporto implica un grande dispendio di energie).
Bisogna poi eliminare, per quanto più possibile, l’impiego di tutti quei prodotti contenenti sostanze potenzialmente dannose per la salute, cercando di rendere confortevole in misura massima l’ambiente, considerando le mura della casa come una seconda pelle, perchè la casa deve respirare, il tutto nella maniera più naturale possibile.
Sono preferibili mobili realizzati artigianalmente senza colle sintetiche, le vernici devono essere naturali (molto apprezzato il latte di calce, reso poi impermeabile con vernici naturali all’albume d’uovo), e murature piene senza isolante in poliuretano, meglio pannelli di farina di legno che mantengono il calore in modo naturale, lasciando respirare la casa. Molto importante risulta essere l’impianto elettrico che crea campi magnetici ritenuti dannosi, quindi ecco la presenza di disgiuntori elettrici che all’occorrenza eliminano di notte mentre dormiamo il passaggio della corrente elettrica nella camera da letto (naturalmente poi il cellulare sul comodino non dovrà esserci…).
E’ importante anche la scelta della composizione della casa, la distribuzione delle varie camere, nonché la scelta del terreno su cui edificarla. E a tal proposito voglio ricordare un esempio di saggezza popolare: un tempo i contadini liberavano in un campo il gregge, e dopo un anno costruivano la casa proprio dove il greggesi era posizionato stabilmente.

bioarchitettura

Bioarchitettura applicata agli studi odontoiatrici. Quali sono i suoi consigli e suggerimenti?

La bioarchitettura può sembrare difficilmente applicabile agli studi odontoiatrici, troppo soggetti a normative restrittive che renderebbero difficile l’utilizzo di determinati prodotti, ma posso confermare dalla mia esperienza professionale ultraventennale che mi ha visto impegnato nella realizzazione di numerosi ambulatori dentistici, che con un opportuno progetto si potrebbero ottenere interessanti risultati, curando con attenzione la composizione dei vari ambienti destinati alla sala d’attesa, alla clinica e all’amministrazione, e con opportuni studi sull’impiantistica idraulica ed elettrica.
Inoltre, la scelta di materiali idonei insieme all’impostazione progettuale di dedicare gli opportuni spazi ai pazienti favorirebbe senz’altro un’atmosfera più gradevole e distensiva, riuscendo anche a ottenere interessanti risparmi energetici. 

A cura della redazione