Show Buttons
Share On Facebook
Share On Twitter
Share On Google Plus
Share On Linkdin
Hide Buttons

Per abbattere il rumore insonorizza il tuo studio!

A cura della
gandolfi
dr.ssa Nicoletta Gandolfi

Architetto

Nello studio dentistico risulta di estrema importanza limitare al massimo la propagazione dei rumori, a cominciare da quelli connessi all’attività operatoria (i quali possono accentuare le paure dei pazienti più facilmente suggestionabili). Qualche consiglio pratico al fine di rendere gli studi odontoiatrici insonorizzati?

L’architetto che progetta e ristruttura studi dentistici deve avvalersi della collaborazione di validi specialisti esperti in acustica, e deve essere egli stesso sensibile agli accorgimenti che si devono adottare per evitare i disturbi creati dal rumore. È necessario fare attenzione ai rumori indesiderati (per esempio quelli connessi all’attività operatoria) e quindi insonorizzare gli ambienti per ottenere una elevata silenziosità sia interna (che incide sullo stato psicologico e di salute del paziente, in particolare bambini, ipertesi, o persone con problemi cardiovascolari) che nei confronti dei confinanti, evitando fastidiosi problemi di vicinato, e dell’ambiente esterno. Il problema del rumore nell’attuale legislazione non è ben definito e si può far riferimento ancora al PDCM 5/12/97 “Requisiti acustici degli edifici”.
Il contesto urbanistico in cui è insediabile lo studio deve consentire tale destinazione d’uso e rispettare i minimi di protezione del rumore diurno e notturno. La progettazione interna deve far riferimento al potere fonoisolante delle partizioni fra ambienti (RIW 50 db per la categoria B), fra solai (per calpestio deve essere contenuta entro 63 db) e delle facciate (contenuto in 42 db). Per motivi igienici, per limitare i disturbi del rumore non è certo opportuno abbondare con tendaggi interni ma al contrario eseguire pareti lavabili. La rumorosità prodotta dagli impianti non deve superare i 35 db per i servizi a funzionamento discontinuo e 25 db per i servizi a funzionamento continuo.
Le eventuali griglie di ventilazione devono essere dotate di dissipatore acustico; la messa in opera degli impianti deve essere fatta con tubi tipo “Silent” e ad alto isolamento acustico.
Si tratta di precisi limiti da rispettare, che lo specialista deve tenere presente specie per la progettazione di studi in nuovi edifici, mentre per quelli esistenti è possibile ottenere deroghe. Particolare cura va posta anche per le mitigazioni dei rumori provenienti dall’ambiente esterno tramite opportuni infissi e strutture esterne all’edificio, e da quelli dagli impianti di condizionamento o dalla vicinanza di ascensori. L’isolamento acustico dello studio è quindi condizionato dalla costruzione corretta di solai, pareti ed infissi.
In particolare i serramenti esterni ed interni devono essere pesanti e ben eseguiti, con sezione maggiorata e vetri stratificati con intercapedine d’aria; i pavimenti a contatto o sopraelevati devono poggiare su di uno strato fonoisolante (tipo isolgomma) di adeguato spessore e i controsoffitti devono essere fonoisolanti (ad esempio in cartongesso con fibre). I tramezzi interni devono essere eseguiti da pavimento rustico a soffitto strutturale e devono essere con buona massa. Pertanto sembrano poco idonei le pareti mobili (sebbene progettualmente permettano grande flessibilità) o le pareti in cartongesso, salvo che non abbiano precisi certificati di idoneità acustica. Sono consigliate partizioni, ad esempio in blocchi, di laterizio di cm 20 e muri forati sulle due facce con all’interno un materassino fonoassorbente. Si sono forniti solo alcuni suggerimenti, ricordando che una buona progettazione non è solo un problema di distribuzione ottimale di spazi e gradevolezza estetica, ma anche comfort ambientale.

A cura della redazione