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Il wellness? La mia filosofia di vita

Intervista a Nerio Alessandri
Presidente, fondatore e
amministratore delegato Technogym

nerio-alessandri

Presidente, in un periodo così complesso per le aziende, ricordare la sua straordinaria esperienza imprenditoriale può aiutare non solo a infondere ottimismo, ma soprattutto a comprendere che, quando ci sono di mezzo capacità, intuito e impegno, tutto è possibile. Come ha ricordato il Presidente Napolitano lo scorso anno durante l’inaugurazione del Technogym Village, lei è il chiaro e lampante esempio del self made man di successo, a cui guardare come esempio di concretezza. Ci racconti come è nata Technogym.

Technogym è nata nel garage di casa mia. Nel 1983 a 22 anni, lavoravo come designer in un’azienda di Cesena ma avevo un sogno, quello di diventare imprenditore. Come molti ragazzi amavo lo sport e l’attività fisica. L’idea di Technogym nasce dalla combinazione fra la passione per lo sport e le mie competenze di designer. Tutto è iniziato come hobby durante i fine settimana, per poi trasformarsi in un impegno a tempo pieno… Non avevo nulla quando son partito. Sono nato in una famiglia di operai, povera, a causa di grossi problemi di salute che per molti anni hanno drenato risorse. Così io da un lato sentivo la necessità di agire per aiutare la mia famiglia e dall’altro avevo curiosità, ambizione, voglia di fare e voglia di realizzarmi.
Technogym è cresciuta molto in fretta, lavorando con curiosità e umiltà, non dando mai nulla per scontato e cercando di trarre insegnamento da ogni esperienza, valorizzando le persone, il team, la squadra. In sostanza, quindi, dando un’anima all’azienda, un’anima Technogym.

Lei giustamente rimarca spesso quanto l’intera “filiera” del wellness potrebbe rappresentare un settore trainante e propulsivo per tutta l’economia italiana. A tal proposito vuole spiegarci in cosa consiste il progetto “Wellness Valley” che ha recentemente illustrato a Bruxelles?

Il progetto “Wellness Valley” nasce dalla volontà di creare qui in Romagna il primo distretto legato alle competenze del benessere. Dieci anni fa, abbiamo proposto a tutti gli stakeholder romagnoli – imprese, amministrazioni pubbliche, operatori di turismo, scuole, università, sistema sanitario – di lavorare insieme per promuovere iniziative al fine di migliorare la salute delle persone, aumentare la vivibilità del territorio, creare prodotti sempre più innovativi e di successo, attrarre risorse umane qualificate ed elevare la qualità ambientale per portare sempre più persone alla ricerca di un’esperienza di benessere.
Il progetto si basa sul messaggio “Healthiswealth” ovvero “star bene conviene” a tutti: Governi, Imprese e Cittadini.  Ai governi conviene investire in politiche per la salute e la prevenzione con possibilità di notevoli risparmi sulle spese della sanità pubblica; per le aziende, la creazione di programmi dedicati al wellness per i collaboratori dà come risultato una maggiore produttività e creatività delle persone, e per i cittadini perché aiuta a vivere meglio e ad essere più felici. Il wellness non è solo palestra o ginnastica, ma è inteso come l’equilibrio tra  una regolare attività fisica, un’alimentazione bilanciata ed un approccio mentale positivo.
La “Wellness Valley” qui in Romagna è un progetto pilota, che dimostra che è possibile fare leva sul benessere per creare sviluppo economico e sociale. Qui, in questi 10 anni sono nate 35 best practice, sia a livello pubblico che privato, a dimostrazione che il wellness funziona.

Ai giovani che vorrebbero fare imprese, ma che demotivati e scoraggiati da burocrazia, difficoltà e tassazione alle stelle decidono di abbandonare l’idea, cosa direbbe?

Certo, in questo periodo l’Italia non è il terreno più facile in cui fare germogliare un’idea, in cui avviare un progetto. Il mio invito ai giovani? Seguite le vostre passioni, siate ambiziosi, se ci sono talento e determinazione le opportunità in giro sono ancora enormi. Con lo spirito di sacrificio e il duro lavoro si possono raggiungere dei grandissimi risultati. Inoltre oggi esistono tante opportunità che negli anni in cui Technogym era una start-up non esistevano. Oggi il mercato è globale, grazie ad internet siamo in un mondo aperto. A nostri tempi non c’era niente, per avere delle informazioni dagli Stati Uniti abbiamo impiegato 6 mesi. Oggi basta un attimo per sapere cosa accade dall’altra parte del globo.

Quali sono i suoi auspici per il futuro del nostro Paese? Supereremo questa fase di crisi e torneremo ad essere un Paese competitivo?

Ho la piena certezza che ce la possiamo fare. Sono molto preoccupato ma al tempo stesso ottimista. L’Italia può fare la differenza perché abbiamo dei fondamentali importanti rispetto a tanti altri paesi. Abbiamo infinite eccellenze e tante “perle” che tutto il mondo ci invidia. Purtroppo non siamo molto bravi a fare sistema.
È necessario investire, promuovere l’innovazione, la scuola e la ricerca, creare nuove infrastrutture senza lasciare tutto alla seppur importante imprenditorialità del singolo.
Dovremmo estendere il laboratorio “Wellness Valley” della Romagna all’Italia intera, sono infatti fermamente convinto che la qualità di vita italiana intesa come design, turismo, arte, cultura e gastronomia, se messi a sistema, possano rappresentare una grande opportunità di sviluppo per il futuro.