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Il vostro studio è salubre?

A cura della
gandolfi
dr.ssa Nicoletta Gandolfi

Architetto

Negli ultimi anni si presta giustamente molta attenzione alla riduzione dell’inquinamento atmosferico generato dal gas serra, dall’anidride carbonica e dallo smog che colpiscono le nostre città; solo recentemente si è iniziato a considerare anche l’inquinamento indoor, ovvero la contaminazione negli ambienti confinati da parte di agenti fisici, chimici (es. anidride carbonica prodotta dall’uomo) e biologici (es. virus, batteri, pollini).

L’attenzione verso tale inquinamento è di elevata importanza visto il tempo trascorso dall’uomo all’interno di ambienti confinati, i quali, se insalubri, possono generare irritazioni della cute e delle mucose, difficoltà respiratorie ed altre patologie anche gravi.

L’Italia non dispone ancora di una normativa organica e specifica per il controllo della qualità dell’aria negli ambienti lavorativi chiusi; sono comunque state emanate delle linee guida nel 2001 ( “linee guida per la promozione della salute negli ambienti confinati”), risultato di un accordo tra Ministero della Salute, Regioni e Provincie autonome, ed altre su: “microclima, aerazione e illuminazione nei posti di lavoro” del 2006.

Le fonti contaminanti all’interno degli ambienti sono:

1- materiale da costruzione

2- impianti di riscaldamento, di condizionamento, di cottura dei cibi, etc.

3- arredi e strumentazioni (es. stampanti)

4- rivestimenti (pitture murali, vernici, pavimenti, etc.)

5- prodotti per la manutenzione e la pulizia (detersivi, insetticidi, etc.)

6- l’utilizzo degli spazi ed il tipo di attività che vi si svolge

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Per assicurare il contenimento dell’inquinamento dell’aria negli ambienti confinati è necessario agire sia sul piano tecnico che comportamentale.

In primo luogo è importante costruire o ristrutturare gli edifici rendendoli igienicamente sani, compatibili con l’ambiente ed efficienti dal punto di vista energetico, sottoponendo gli impianti di condizionamento e ventilazione ad un puntuale programma di manutenzione.

È necessario anche pensare agli ambienti di casa e ufficio con l’intenzione di abbassare il livello di inquinamento interno.

La scarsità di ricambi naturali dell’aria, causati anche dagli impianti di isolamento termico ed acustico, porta ad un aumento esponenziale dell’inquinamento indoor, aggravato anche da alcuni gesti quotidiani come l’utilizzo di prodotti per l’igienizzazione (molto spesso composti da sostanze chimiche), per non parlare poi del fumo da sigaretta. È indispensabile quindi aerare regolarmente ogni giorno gli ambienti chiusi, preferibilmente di prima mattina.

Vi sono anche alcuni materiali che è bene evitare (alcuni sono già stati eliminati dalla nostra normativa, quali: la formaldeide presente in detersivi, le colle, le schiume, alcune vernici che possono rilasciare composti tossici, alcuni trattamenti per il legno, il piombo, il mercurio, il cadmio, i fertilizzanti e i pesticidi). 

È opportuno, quindi, “costruire ecologicamente” utilizzando vernici ecologiche e prodotti con sostanze naturali al posto dei prodotti chimici (è anche opportuno riporli all’esterno, in appositi armadietti non esposti al sole e alle intemperie).

È pure consigliabile, per esempio, utilizzare vetri autopulenti (caratterizzati dalla presenza di ossidi di titanio, i quali venendo a contatto con la pioggia e il sole si autopuliscono) e di pavimentazioni in grès, oltre che riossigenare l’ambiente eliminando alcune fonti di inquinamento presenti all’interno dell’ufficio usando delle piante. Infatti molte piante purificano l’aria delle nostre case e dei nostri uffici, e possono essere un’arma importante nella lotta contro i livelli di inquinamento atmosferico tipico degli ambienti chiusi.

Come già accennato, anche alcune strumentazioni usate in ufficio, quali le stampanti, producono polveri sottili che possono produrre allergie e problemi alle vie respiratorie. È opportuno quindi porre una cappa aspirante da applicare per catturare le polveri alla sorgente. 

La salubrità dell’aria è un fattore determinante per la qualità dell’abitare e del lavorare: è possibile avere uno studio ecologico e salutare prestando attenzione ai fattori sopra esposti, ottenendo quindi un alto benessere abitativo e comfort, incidendo favorevolmente sulla salute del singolo individuo.