Primo piano

Mobile Health: il punto di vista della SIT – Società Italiana di Telemedicina

foto_gensini_2di Gianfranco Gensini, Presidente Società Italiana Telemedicina e sanità elettronica

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riserva grande attenzione alla “Mobile Health”, la Comunità Europea si aspetta un importante aumento dell’efficienza della Sanità con l’uso di dispositivi mobili; è alle porte un’evoluzione in grado di modificare drasticamente il sistema di sostegno della salute facilitando l’accesso al mondo del wellness o del fitness e alla fruizione dei servizi sanitari. Vogliamo analizzare il mondo costituito dalle APP considerando in particolare quelle che rappresentano un ausilio alla fase di cura vera e propria e quindi contribuiscono all’esecuzione degli atti medici; in accordo con la definizione di dispositivo medico (DM) riportata nelle relative Direttive europee. Diffuse sul mercato anglosassone, si affacciano anche da noi applicazioni che forniscono dei promemoria per l’assunzione di farmaci, altre più complesse che aiutano il paziente a gestire patologie croniche (per esempio, diabete e ipertensione), diari clinici gestiti in modo integrato con il medico curante, o che hanno funzionalità multiple,, utili per monitorare lo stato di salute e/o la corretta gestione dei processi di cura. Le APP più complesse comandano sensori esterni, connessi allo smartphone (o ad altri dispositivi indossabili, quali braccialetti, orologi, cinture,..) con affidabilità tale da poter essere utilizzabili nei processi di cura e assistenza. Pensiamo ad esempio alle APP che misurano la pressione arteriosa, a quelle che aiutano a somministrare la giusta dose di insulina ai diabetici o che fanno l’esame della vista. Prospettive, sfide e opportunità sollevate dalle APP sono affrontate per la prima volta in modo organico nel manuale «App medicali nella borsa del medico – quando le App per la salute sono dispositivi medici», edito da 24ore Cultura, e presentato il 9 settembre scorso al Senato. Questo libro è stato scritto da un team multidisciplinare, organizzato dalla Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica, composto da accademici, clinici, esponenti del mercato ICT e dei produttori di dispositivi medici, rappresentanti delle istituzioni sanitarie, giuristi, esperti di sicurezza. L’obiettivo è stato quello di affrontare con ordine le principali questioni sul tavolo, indicando il modo corretto per affrontarle, e, ove possibile le soluzioni più appropriate. In particolare il testo si focalizza sulle ”APP medicali”, cioè quelle che sono, secondo quanto  precedentemente precisato, veri e propri dispositivi medici. Affinché un paziente le possa usare con piena garanzia, devono essere state sottoposte ai corretti processi di certificazione, tanto più stringenti quanto più alto è il rischio associato al loro uso. La certificazione, naturalmente, si estende anche al software di ambiente nel quale sono inserite. Ciò che comanda, per l’accuratezza del processo di certificazione, è il rischio potenziale associato, quindi la possibilità che in caso di errore si generino danni alla salute, più o meno seri. Quindi è possibile  ipotizzare che sulla classe a basso rischio ci saranno APP medicali a libero mercato, e, per le classi a maggior rischio,  APP il cui uso è “prescritto” dal medico. Una APP medicale appropriatamente certificata offrirà la massima garanzia all’utilizzatore che ogni possibile rischio, anche quelli associati al funzionamento degli smartphone o tablet sui quali saranno installate, è stato eliminato o comunque ridotto entro limiti minimi. Un tema comune a tutte le APP per la salute è quello della privacy secondo la normativa europea, a maggior ragione in quanto i dati sensibili utilizzati su queste piattaforme vengono spesso immagazzinati in un cloud. Ai temi privacy, cloud e sicurezza sono dedicati specifici capitoli del libro. Infine un capitolo del libro è dedicato all’esame delle principali APP che rendono “digitale” la borsa del medico: dalle guide per i farmaci ai calcolatori medici, dalle applicazioni di supporto alle decisioni cliniche alle applicazioni per l’accesso alle informazioni cliniche del paziente. Lo smartphone, infatti, è già nelle tasche dei medici e con le opportune applicazioni può facilmente diventare un preziosissimo strumento di lavoro. Un primo passo importante per diventare anche lo strumento per dialogare con il paziente e ottimizzare gli interventi di cura.

Il wellness? La mia filosofia di vita

Intervista a Nerio Alessandri
Presidente, fondatore e
amministratore delegato Technogym

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Presidente, in un periodo così complesso per le aziende, ricordare la sua straordinaria esperienza imprenditoriale può aiutare non solo a infondere ottimismo, ma soprattutto a comprendere che, quando ci sono di mezzo capacità, intuito e impegno, tutto è possibile. Come ha ricordato il Presidente Napolitano lo scorso anno durante l’inaugurazione del Technogym Village, lei è il chiaro e lampante esempio del self made man di successo, a cui guardare come esempio di concretezza. Ci racconti come è nata Technogym.

Technogym è nata nel garage di casa mia. Nel 1983 a 22 anni, lavoravo come designer in un’azienda di Cesena ma avevo un sogno, quello di diventare imprenditore. Come molti ragazzi amavo lo sport e l’attività fisica. L’idea di Technogym nasce dalla combinazione fra la passione per lo sport e le mie competenze di designer. Tutto è iniziato come hobby durante i fine settimana, per poi trasformarsi in un impegno a tempo pieno… Non avevo nulla quando son partito. Sono nato in una famiglia di operai, povera, a causa di grossi problemi di salute che per molti anni hanno drenato risorse. Così io da un lato sentivo la necessità di agire per aiutare la mia famiglia e dall’altro avevo curiosità, ambizione, voglia di fare e voglia di realizzarmi.

L’on. Beatrice Lorenzin è il nuovo Ministro della Salute

On. Beatrice Lorenzin
Ministro della Salute

L'intervento tenuto dal neo Ministro Beatrice Lorenzin all'incontro promosso dal Tavolo del dentale lo scorso febbraio a Roma.

L’intervento tenuto dal neo Ministro Beatrice Lorenzin all’incontro promosso dal Tavolo del dentale lo scorso febbraio a Roma.

Piena soddisfazione espressa dall’ANDI

A nome dei 23mila dentisti dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) mi congratulo con il presidente del Consiglio incaricato on. Enrico Letta per aver nominato l’on. Beatrice Lorenzin alla guida del Ministero della Salute e formulo al neo Ministro i migliori auguri di buon lavoro. Una scelta che saprà garantire quelle risposte che i cittadini e gli operatori del settore odontoiatrico stanno aspettando, puntando all’ottimizzazione del SSN, grazie anche al supporto dell’odontoiatria privata, che garantisce attualmente oltre il 90% delle cure nel nostro Paese”.

La mia battaglia contro il cancro

Intervista al prof. Umberto Veronesi
Direttore scientifico Istituto Europeo di Oncologia (IEO)

umberto-veronesi

Professor Veronesi, la Fondazione che porta il suo nome ha festeggiato proprio in questi giorni i suoi primi 10 anni. Attraverso quali attività si prefigge di dare un contributo al progresso scientifico?
Dal 2003 ad oggi la Fondazione ha contribuito al progresso del Paese introducendo un criterio inedito di sviluppo della ricerca: investire nei giovani e nella cultura scientifica. La scienza di domani è “GRIN” (fondata su Genetica, Robotica, Informatica e Nanotecnologie), e ha bisogno di un esercito di menti capaci di applicarla.

L’odontoiatria mondiale si dà appuntamento a Colonia

35° International Dental Show (IDS) dal 12 al 16 marzo

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Sono i numeri che hanno caratterizzato il 35esimo International Dental Show (IDS) di Colonia a decretarne il successo sempre crescente: 2.058 aziende provenienti da 56 paesi, 150.000 mq di superficie espositiva, circa 125.000 visitatori da 149 nazioni.