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Al padiglione Expo dell’Azerbaijan per scoprire un esempio di Progress Marketing

Nella vita non si finisce mai di studiare ed imparare, ancor di più se la materia di nostro interesse è il Marketing. Con l’avvento dei Social media e il sempre crescente utilizzo degli strumenti mobile, come tablet e smartphone, anche le strategie di Comunicazione e Marketing si stanno evolvendo sempre più velocemente, di pari passo alle evoluzioni della tecnologia, per poter captare le esigenze dei consumatori e trovare il modo di rispondere adeguatamente. Se uno dei punti fermi nella pianificazione della propria strategia era “l’individuazione del target” inteso come gruppo di persone alle quali era destinato un unico messaggio; oggi le grandi imprese, dove l’utilizzo dei social media è massiccio, riescono a tracciare le diverse esigenze dei singoli propri clienti o dei potenziali. Dunque il Marketing unito alla tecnologia digitale e al social ha dato come risultato il Progress Marketing. Di cosa di tratta? Un innovativo ramo del Marketing che si concentra sull’utilizzo dei Nuovi Media e le relative tendenze dei consumatori. Con il Progress Marketing si monitora il l’andamento della propria campagna promozionale mentre è in corso, potendo così agire in tempo reale sulle negatività rilevate. Questa strategia ha l’obbiettivo di migliorare l’interazione del cliente con l’azienda, cercando di aumentare il “potere di ingaggio” addirittura influenzando il comportamento di acquisto di un prodotto e/o servizio, quindi provare a fidelizzarlo. Un esempio di Progress Marketing ci viene dalla più importante manifestazione che è in corso quest’anno in Italia: Expo Milano 2015. Il Padiglione dell’Azerbaijan, soprannominato “the Jewel” ha promosso “Scopri l’Azerbaijan e vinci i suoi tesori”, un concorso per coinvolgere i partecipanti dell’Expo addirittura prima del loro arrivo alla manifestazione. Vediamo le fasi con cui è stata messa in piedi la campagna:

1) “ingaggio nel pre-evento”: vivere la manifestazione in anteprima. Al momento dell’iscrizione l’utente viene guidato in un percorso di “missioni” da compiere prima in cambio di opportunità crescenti che lo stimolano a recarsi al padiglione all’Expo;

2) “interazione e supporto durante l’evento: è stata creata una App “Azerbaijan Pavilion Expo 2015”, che durante il percorso della persona nel padiglione invia innumerevoli input per interagire con le installazioni multimediali che sono presenti.

3) “relazione durevole nel post-evento”: i partecipanti sono invogliati dalla possibilità di vincere dei premi.

Email Marketing e Social Network: l’unione fa la forza?

Innovazione non significa per forza qualcosa di “mai visto prima”, molto spesso è rappresentato semplicemente dalla sapiente unione di più strumenti precedentemente nati per essere utilizzati singolarmente. Oggi vige la tendenza della costante integrazione, per rispondere sopratutto alle esigenze derivate dal continuo e preponderante utilizzo di device mobili come tablet e smartphone. Subito dopo, è comunicazione e connessione tra individui ad interessare maggiormente il mercato. Per qualsiasi strategia di Marketing e Comunicazione si voglia impostare ciò che resta comunque fondamentale è osservare i propri target e riuscire a farli dialogare intercettando argomenti di loro interesse.

Il Marketing è naturalmente trasportato al mondo del WEB. L’email marketing, leva fondamentale, si è evoluto con l’integrazione di altre forme di comunicazione “social” all’interno del WEB MARKETING DIGITALE, come ad esempio l’apertura della pagina aziendale su Facebook o la creazione del proprio account Twitter, per citare solo i due più utilizzati…

I Social Network sono  il luogo ideale dove interagire, condividere e dialogare con il proprio target, mentre la Newsletter è lo strumento migliore per raggiungerlo.

Ecco un elenco intuitivo per poter iniziare a capire come integrare i propri strumenti di web marketing:

1) Considera sempre i tuoi followers dei potenziali clienti!

2) Coloro i quali ti seguono sui tuoi profili social sono potenzialmente nuovi iscritti alla tua newsletter!

3) Una cosa che funziona molto bene sui Social Network sono i “Contest”: cerca di organizzare un piccolo concorso che preveda l’iscrizione alla newsletter, così da creare un legame tra i due strumenti;

4) Ricorda che chi si iscrive alla tua Newsletter è interessato ad argomenti che abbiano un legame con la tua attività e con i servizi offerti;

5) E’ importante che sulla newsletter vengano inseriti i tuoi contatti ed i link ai tuoi profili social, viceversa che sui profili i tuoi follower vengano invitati a iscriversi alla Newsletter;

6) Come qualsiasi altro album fotografico, si può creare la raccolta delle migliori newsletter all’interno del proprio profilo social;

7) Per essere al passo con i tempi, si può integrare l’utilizzo degli “hashtag”

 

 

Il Futuro del Marketing è nei micro-momenti, lo dice Google

Ormai siamo al sorpasso dei dispositivi mobili rispetto quelli fissi, principe indiscusso per la connettività è lo smartphone! Questo non èsicuramente sfuggito a nessuno di noi e di certo nemmeno agli studiosi del Marketing e alle ricerche sulle abitudini dei consumatori. Questo rapporto unico e costante che ogno di noi ha con il proprio dispositivo mobile ha modificato radicalmente il modo nel quale ci rapportiamo alla quotidianità. Quando apprendiamo una notizia o quando viviamo un momento più o meno memorabile della nostra vita, siamo portati ad avere una reazione che coinvolge l’uso di un device. La ricerca di informazioni, l’acquisto di prodotti, l’esperienza di marca: lo smartphone frammenta la giornata e segna l’andamento della esperienza del consumatore.smartphone-at-the-beach Google ha riconosciuto il valore di questi istanti vissuti in connessione e li ha rinominati “Micro Momenti”. Dunque il futuro del marketing aziendale è identificare e influenzare questi micro momenti. Lo stesso Google avvalora questa teoria con una recente ricerca dalla quale si evidenzia che: l’82% delle persone usa il proprio smartphone per prendere una decisione d’acquisto quando si trova in un negozio; il 62% degli utenti è propenso a risolvere un problema inatteso servendosi dello smartphone; il 90% degli utenti ha fatto progressi nel raggiungimento di un obiettivo a lungo termine usando lo smartphone nei tempi morti, il 91% usa il cellulare per acquisire idee, stimoli, mentre compie una certa attività.

I tratti più rilevanti di questa tendenza sono evidenziati in 4 micro-momenti principali, in una successione di “Io voglio”:

  • I-want-to-know – IO VOGLIO SAPERE
  • I-want-to-go – IO VOGLIO ANDARE
  • I-want-to-do – IO VOGLIO FARE
  • I want-to-buy – IO VOGLIO COMPRARE

Il brand e/o l’azienda deve riuscire a intervenire in tempo reale su quelli che sono i bisogni di un consumatore sempre più impegnativo. Deve riuscire a fornire una risposta immediata, rilevante e adeguata alla necessità, dunque estremamente personalizzata.

 

 

 

 

Comunicare la salute ai minori: l’informazione cura solo se è efficace

L’argomento della comunicazione sanitaria verso i minori è stato oggetto di numerosi dibattiti congressuali medico scientifici e istituzionali e si è detto e scritto sicuramente tanto sul tema. Vorrei soffermarmi invece sul paradigma differenziale tra informazione e comunicazione e quindi su come l’informazione oggi abbia sempre più necessità di diventare comunicazione misurabile in termini di efficacia. È infatti più raro parlare di comunicazione sanitaria sotto il profilo del marketing, sussistendo una forma di tabù nello sviluppare questo attualissimo tema sul fronte degli effetti della comunicazione verso i minori. È non solo sotto il profilo giuridico, ma soprattutto per buon senso e per sano pragmatismo, che possiamo senza dubbio affermare che i genitori e le istituzioni sono stati i mediatori di eccellenza nella comunicazione sanitaria nei riguardi dei minori. È sicuramente per questo motivo che per comunicare al bambino le istituzioni hanno spesso comunicato ai genitori anche attraverso i media, applicando il principio di delega, di referral, di passaparola naturale.minori e comunicazione_sole24ore.003 I mediatori dell’informazione istituzionale hanno funzionato? E se le ricerche recenti ci confermassero che le opinioni sulla salute invece oggi si formano anche sul Web, sui social media, su internet? Se analizzassimo che i minori stanno adottando una funzione logica diversa nei confronti delle fonti di informazione? Se ipotizzassimo che anche nell’informazione sanitaria l’algoritmo vincente fosse una funzione del marketing? Che il segreto è nel “come comunichiamo l’informazione”?

Oggi dobbiamo soffermarci sempre di più sugli effetti di questi paradigmi, sui risultati ottenuti in termini di cultura sanitaria e sugli stili di vita salutari degli ultimi venti anni, per accorgerci oggettivamente che le informazioni sanitarie non sono sempre arrivate correttamente alle nuove generazioni. Ma se è vero che l’informazione cura, come comunicare allora la salute nei riguardi dei minori?

minori e comunicazione_sole24ore.002Non ho la presunzione di avere la risposta, non voglio dire che mediatori, come i genitori o le istituzioni, abbiano commesso errori, perché le intenzioni erano sicuramente corrette e i mezzi di comunicazione sono stati utilizzati, ma dobbiamo distinguere il contenuto (informazione) dal contenitore (comunicazione). Imposterei la riflessione partendo da un case history semplice e che tutti conosciamo, introducendo nel nostro discorso un genio della comunicazione per i bambini: Walt Disney. Prima di lui i bambini giocavano in un altro modo, tutto era diverso! Ha attraversato perfino due guerre mondiali. Questo animatore, regista, produttore cinematografico, è stato uno dei più grandi geni del marketing, ha gettato le basi dell’edutainment= educational + entertainment, la teoria basata sulla relazione educare/divertendo. Grazie ai suoi personaggi, agli animali umanizzati, ha comunicato delle storie, ha informato in un modo diverso, comunicando con abilità e fantasia. Tra gli anni ’30 e ’60 ha creato un modo nuovo di far arrivare le informazioni ai bambini e ai genitori, ha lavorato per le istituzioni, ha rappresentato i valori dell’amicizia, del denaro, della famiglia, della giustizia, dell’amore, della vita, ma ha anche stimolato l’avventura, le responsabilità e perfino l’autostima, stigmatizzando la malvagità umana… Perché Walt Disney ha funzionato, creando anche un impero economico? Dobbiamo ricordarci sempre che l’informazione è come un farmaco: cura solo se è efficace. Quando allora è efficace la comunicazione? Quando ricordiamo ciò che apprendiamo, quando mettiamo in memoria l’informazione veicolata dalla comunicazione… Ma cerchiamo di entrare meglio nel sillogismo: comunicazione =farmaco. Proprio come il farmaco, la comunicazione deve essere ben dosata, prescritta e adattata su chi la riceve. Esattamente come un farmaco, non cura se il paziente non l’assume. Se l’informazione non arriva alle persone, o meglio, se le persone non si incuriosirono e non sono stimolate nell’acquisire informazione sanitaria, questa informazione non si assume, quindi non cura. Seguendo la metafora, l’informazione è esattamente come la molecola di un farmaco, ha necessità di un vettore perché possa essere introdotta nel corpo umano (conoscenza = memoria) per esse efficace. Esattamente come la molecola necessità di una compressa, di essere all’interno di un iniettabile o di una sospensione… così l’informazione (molecola), ha necessità della comunicazione (vettore) per arrivare alla mente umana ed essere efficace memorizzando i concetti espressi nell’informazione. Comunicare ai bambini significa saper motivare e interessare, quindi saper far memorizzare. Per comunicare l’informazione sanitaria nei riguardi dei minori dobbiamo utilizzare il marketing sanitario. Da Hersey e Blanchard, prima coinvolgendo e poi persuadendo, agli studi più attuali sulle neuroscienze applicate al marketing, la motivazione è causa-effetto al centro della comunicazione persuasiva. Proprio oggi, che le opinioni si formano anche sul web, sui social media e su internet, troviamo genitori che confrontano le proprie esperienze sui blog, chiedendo ad altre centinaia o migliaia di genitori collegati dal network, cosa ne pensino della prescrizione, della terapia o dei consigli del loro medico. Proprio oggi che gli stili di vita sono cambiati anche tra gli adolescenti che vanno a dormire sempre più tardi e che hanno accesso a svariate fonti di informazioni, il sito dell’American Academy of Pediatrics comprende una grande quantità di articoli sull’argomento, in lingua inglese, molto interessanti. E se le istituzioni informano, i media per forza comunicano! Mai come oggi andrebbero utilizzate le leve del marketing da parte di chi deve comunicare la salute rivolgendosi agli adolescenti.minori e comunicazione_sole24ore.001

 

 

 

 

 

 

 

Fosse solo per non far subire la pubblicità, diffusa nel mass market, come la sola fonte informativa accessibile costantemente. Chi ha ruoli di divulgazione scientifica potrebbe avvantaggiarsi nel conoscere e utilizzare il marketing etico in sanità per non lasciare che la cultura sanitaria nelle fasce più deboli, quelle che hanno più bisogno di informazioni, ma che sono le più pigre e meno motivate ad acquisirle, sia frutto prevalentemente di informazioni commerciali. Ê possibile accedere a un sistema di prevenzione Web 3.0, dove non cercheremo più su internet le informazioni, ma sarà il web a comunicarci le informazioni che ci interessano sulla base del nostro stile di vita. Basterà possedere un cellulare o un device da polso, perché gli adolescenti possano sentirsi chiedere quanta acqua hanno bevuto oggi o quanto hanno camminato e se hanno mangiato troppe merendine, … e se le risposte esatte corrispondessero ad alcuni crediti formativi scolastici o a una brand reputation individuale su un social media?! Beh, non fantastichiamo troppo! Il concetto resta però chiaro: come comunicare la salute nei riguardi dei minori? Coinvolgendoli. E le conoscenze del marketing oggi possono aiutare moltissimo chi ha questa responsabilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato anche su Sole24oreSanità http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2015-07-29/comunicare-salute-minori-informazione-cura-solo-se-e-efficace-103850.php?uuid=ACNE4QZ

 

 

Le evoluzioni del Marketing: il Multi-Channel Marketing

Seguire le trasformazioni del proprio target di riferimento è tra le prime regole auree per poter impostare le proprie strategie di Marketing. Se consideriamo tutta la branca scientifica del Marketing, diventa fondamentale tenere sotto controllo quali sono i cambiamenti nelle modalità di fruizione e acquisto dei consumatori. Viviamo un’epoca in cui il mercato è liquido e in cui ognuno di noi è ormai abituato a seguire più brand e aziende che vendono prodotti e servizi simili e che si promuovono quindi tra i diversi canali tradizionali (tv, radio, cinema…) e digitali, nonchè piattaforme e differenti supporti tecnologici (pc, tablet, smartphone) … Dunque le modalità di acquisto sono immerse in una molteplicità di conversazioni ed input “multi-device”.

In uno scenario del genere è presto fatto: dal Marketing di cui tutti siamo quasi diventati padroni, almeno nel capire di cosa si tratta e di quali strumenti si compone, si passa al Multi – Channel Marketing.

Semplificando notevolmente, il Multi-Channel Marketing è una strategia capace di muoversi attraverso più canali con una logica integrata e coordinata. Ogni canale coinvolto viene sfruttato per le sue peculiarità, ma inserito in un discorso più complesso in cui si integra con tutti gli altri utilizzati nella medesima strategia. Naturalmente verranno utilizzati solo i canali vicini al target che va raggiunto!

Un cosa molto positiva, data dall’utilizzo di più canali insieme, è la possibilità di amplificare notevolmente la raccolta dei “dati” dei clienti e gli “insight” sui propri consumatori.

Ma solo una conoscenza approfondita di tutti gli strumenti garantisce il successo e i risultati, verificando che siano coerenti con gli obiettivi pianificati in origine nel prosprio piano Marketing&Comunicazione.

Una campagna di Marketing&Comunicazione per essere attuale, oggi, non deve semplicemente limitarsi a creare un bisogno e a convertire i contatti potenziali in clienti: oggi bisogna imparare a guidare gli utenti attraverso un “percorso accompagnato all’acquisto” creando awareness, educando, conquistando la fiducia dell’audience a cui si rivolgono.

Cosa importante sono poi le risorse di cui disporrete per fare in modo che la strategia di Marketing&Comunicazione che è stata ideata venga svolta in pratica. Bisogna dedicare non solo tempo, ma sopratutto impiegare energie e poter usufruire della professionalità di collaboratori interni che abbiano una formazione specifica e che siano dedicati espressamente al Marketing e alla comunicazione.