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Management e Marketing sanitario

L’approccio manageriale al problem solving

antonio pellicciaUn problema non esiste se non vi è un obiettivo su cui si è deciso di puntare e se qualcuno presenta un problema senza prevedere una relativa ipotesi di soluzione… Beh, questo qualcuno fa parte proprio del problema!

I problemi, lo sappiamo tutti, rappresentano gli ostacoli che rendono difficile il raggiungimento dei nostri obiettivi, e se questi ultimi sono molto ambiziosi allora anche alcuni problemi possono essere particolarmente complicati. Non esistono problemi impossibili da risolvere, perché altrimenti non sarebbero problemi ma rappresenterebbero ostacoli insormontabili da superare.

Il caso “analogo” del Dr. Paolo Sporisnici*

antonio pellicciaChi è il Dr. Paolo Sporisnici*?

È un dentista che ha sempre pensato che il marketing sanitario consistesse nel “fare pubblicità commerciale” e che il management fosse un “freddo protocollo che spersonalizzi la professione”, considerando i pazienti come numeri. Il Dr. Paolo Sporisnici è un odontoiatra che ha sempre rifiutato di approfondire il marketing e che non crede possa esistere un marketing sanitario etico, ritenendo che il marketing per definizione non può essere etico… Senza averne mai compreso la portata e senza aver mai approfondito che esiste una scienza delle comunicazioni, ha sempre creduto che la pubblicità ed il marketing fossero la stessa cosa. Il Dr. Paolo Sporisnici non sa che il marketing sanitario riguarda lo studio del mercato ed include la ricerca del perfezionamento della qualità clinica e dei servizi offerti. Mentre la pubblicità è solo tutto ciò che serve a rendere pubblico un prodotto e significa “vendere”.
Al centro del marketing sanitario c’è il paziente, mentre al centro della pubblicità c’è la vendita.

Ma cosa ha fatto il Dr. Paolo Sporisnici* per essere menzionato in questo articolo?

Ciò che non possiamo misurare, non possiamo migliorare!

antonio pellicciaL’attività libero professionale, se strutturata in un sistema organizzativo proprio, dove l’odontoiatra ne è il titolare, investendo risorse economiche personali, necessita ormai sempre più dell’acquisizione di competenze manageriali. Oggi saper misurare la propria gestione economica, le risorse umane utilizzate e l’evolversi del mercato è l’unico modo per essere competitivi, perché a nulla serve essere un ottimo dentista, un preparato clinico, se poi non si sanno gestire le risorse economiche, umane e di mercato. Queste competenze extracliniche sono tipiche di una impostazione manageriale. Questa managerialità deve però essere etica e deontologica, non basata solo sulla logica del profitto e se da un lato si deve essere in grado di governare il rischio di impresa, dall’altro non si deve dimenticare che si sta erogando una prestazione alla cui base deve esserci prevalentemente un rapporto di fiducia con il paziente.

Solo un sistema di misurazione ci salverà dalla “moda” del marketing

 antonio pellicciaIl titolo è un po’ forte, lo so, ma la premessa lo sarà ancora di più…

Premessa
La formazione manageriale sta diventando una “moda” e come tutti i fenomeni che per un certo tempo transitano nello scenario socio-culturale di una “economia in crisi”, anche in odontoiatria assistiamo ad un panorama che si sta sempre più popolando di offerte per corsi di marketing, management, comunicazione e fisco. Pur esistendo professionisti di elevato spessore ed esperienza, autorevoli colleghi, a volte concorrenti ed altre volte alleati, quello che mi rende più perplesso è il rischio legato ai neo-esperti di marketing. La cultura gestionale non è fatta di parole ma di numeri, di risultati concreti e di soluzioni oggettive. Ora, in un periodo di crisi è naturale che cresca l’offerta di formazione manageriale. I costi per proporre attività formative “fai da te” sono diventati molto bassi grazie all’uso del Web e di Internet.

Il successo è nel “Marketing Relazionale”

antonio pellicciaIn cosa consiste?

Il valore atteso, determinato dal rapporto tra i benefici attesi e i costi che si ritiene di dover sostenere per l’acquisizione e il godimento di tali benefici. La percezione del valore atteso è influenzata dal confronto con le alternative disponibili: la scelta di acquisto dipenderà dalla superiorità percepita rispetto ai concorrenti conosciuti o sperimentati.